Abstract
Il contributo analizza la posizione sistematica dell’interesse alla tutela del risparmio nell’ambito della disciplina europea delle crisi bancarie, interrogandosi sulla sua funzione conformativa nell’attuale architettura dell’Unione bancaria. Muovendo dalla ricostruzione del dibattito dottrinale classico sulla natura costituzionale del risparmio – tradizionalmente oscillante tra dimensione pubblicistica e dimensione soggettivo-privatistica – l’indagine verifica se l’evoluzione del diritto bancario dell’Unione abbia determinato l’affermazione definitiva di uno dei due paradigmi ovvero la loro trasformazione.
L’analisi del diritto positivo europeo, con particolare riferimento alla disciplina della risoluzione bancaria e ai meccanismi di bail-in e burden sharing, mostra come la tutela del risparmio non sia stata espunta dall’ordinamento dell’Unione, ma riconfigurata entro un modello regolatorio fondato sulla responsabilizzazione dei soggetti privati e sulla gestione preventiva del rischio sistemico.
Il contributo propone una lettura teorica fondata sulla categoria della “influenza normativa” degli interessi pubblici, sostenendo che l’attuale assetto della regolazione bancaria europea non si esaurisce nella contrapposizione tra pubblico e privato, ma si caratterizza per un processo di ibridazione e coevoluzione degli interessi. In tale prospettiva, la tutela del risparmio emerge come principio a struttura complessa, capace di incidere sulla configurazione delle regole di gestione delle crisi e di operare simultaneamente come criterio di stabilità sistemica e di protezione delle posizioni soggettive.

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