L’emergenza Covid tra temporaneità dei poteri d’urgenza e crisi del regionalismo

Abstract

L’emergenza da Covid-19 ha posto il dibattito attorno ai poteri d’urgenza al centro dell’attenzione.

Il presente contributo è volto a fornire una ricostruzione critica dei poteri emergenziali attivati per fare fronte all’emergenza sanitaria in atto, focalizzandosi – da un lato – sul rapporto tra l’impianto emergenziale creato nel contesto dell’emergenza da Covid-19 e la normativa generale in materia di protezione civile e – dall’altro lato – sul ruolo rivestito dalla Regioni nella gestione dell’emergenza da Covid-19.

A tal fine, lo studio parte, innanzitutto, da una ricostruzione dei poteri d’urgenza, in generale, e della normativa in materia di protezione civile, in particolare, al fine di evidenziare le caratteristiche, i presupposti e limiti dei poteri d’urgenza nell’ordinamento italiano.

A tale inquadramento generale segue l’analisi del rapporto tra la normativa dell’emergenza Covid-19 e la normativa prevista in materia di protezione civile. In particolare, il contributo pone il quesito circa la necessità e legittimità della scelta di prevedere una disciplina speciale e derogatoria rispetto a quella già prevista in materia di protezione civile per fare fronte all’emergenza da Covid-19. A tal riguardo, il contributo giunge alla conclusione che la decisione di adottare una disciplina speciale per fronteggiare la pandemia sembra condivisibile, oltre che legittima e forse anche necessaria.

Dopo questa prima conclusione, lo studio si concentra sul ruolo riconosciuto alle Regioni nell’ambito della gestione dell’emergenza da Covid-19 ponendo, in particolare, il quesito se il riconoscimento di una quota di potere emergenziale alle regioni fosse una soluzione costituzionalmente necessitata. A riguardo si giunge alla conclusione che tale scelta fosse più che altro motivata da ragioni sia giuridiche che politiche.
https://doi.org/10.14276/2610-9050.2383
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