N. 11 (2023)
Il presente numero di Arte Marchigiana esce in un anno particolare, il 2023, cinquecentesimo anniversario (1523) della morte di artisti legati in diversa misura al territorio. Si ricorda Pietro Perugino al quale la città natale, altre umbre che conservano sue opere e Perugia hanno dedicato diverse iniziative che ne hanno ulteriormente arricchito la conoscenza. Il suo rapporto con le Marche è stato intenso da Fano a Fabriano per non sottacere il rapporto con Giovanni Santi e quello più serrato con Raffaello, argomento questo ancora oggetto di confronto tra gli storici dell’arte che indagano sull’effettivo scambio tra i due.
In quell’anno è venuto a mancare anche Timoteo Viti urbinate il quale, dopo una formazione presso Francesco Francia a Bologna, rientrava nella città natale collaborando tra gli altri con Girolamo Genga, attivo a Roma nella chiesa di santa Caterina in via Giulia di cui non resta nessuna testimonianza pittorica
e negli affreschi in Santa Maria della Pace in collaborazione con Raffaello. Significativa è stata anche l’attività di Luca Signorelli nella sacrestia di san Giovanni della Santa casa di Loreto, in Arcevia, a Matelica e in Urbino. Tutto ciò a dimostrazione di quanto la terra marchigiana sia intrisa di rapporti tra diversi
artisti che nel corso del tempo l’hanno arricchita lasciando testimonianze ed alti esempi.
Bonita Cleri
Presidente Centro Studi G. Mazzini