Sulla rivista
Arte nelle Marche e arte delle Marche: si comprendono bene i termini dell’asserzione, la presente iniziativa editoriale intende superarli entrambi poiché accoglierà argomenti relativi ad artisti marchigiani attivi sia nelle Marche che fuori regione e a opere conservate o realizzate per le Marche indifferentemente dal luogo di provenienza degli artisti stessi. Questo si inserisce nell’ambito dell’attività del Centro Studi Mazzini che nel proprio atto costitutivo (1 marzo 1991) si pone lo scopo di “promuovere la diffusione della cultura, dell’arte, della storia” del territorio marchigiano.
Da tempo ha al suo attivo diverse collane editoriali: La valle dorata, La via lattea, Miscellaneo che hanno contribuito alla conoscenza del patrimonio storico-artistico: non sempre si è trattato di mettere in evidenza capolavori che certo non esulano dalla finalità indicata, ma di appuntare l’attenzione nei confronti dei valori storici del territorio che si esplicitano anche attraverso la produzione delle opere d’arte.
A seguito di tale attività da tempo l’associazione ragionava sull’opportunità di attivare una pubblicazione periodica frenata però dall’impegno non solo economico, ma soprattutto dall’esigenza di poter offrire argomenti all’altezza dell’ambizione del progetto: sembra che ora i tempi siano maturi per concretizzarlo rendendolo semplice ed esplicativo attraverso il titolo di Arte marchigiana che dovrebbe riuscire a costruire una sorta di spazio ideale che contenga i valori culturali in cui i cittadini marchigiani possano riconoscersi. Una spinta alla pubblicazione è dovuta anche alla congiunzione, in tempi recenti molto più stringente, tra cultura e turismo: elementi non certo in contraddizione, ma i cui rapporti a volte tendono a confondersi; è un fatto che la promozione turistica sia tanto più allettante quanto possa
poggiare sulla esaltazione dei monumenti, sul paesaggio, sulle opere d’arte, sui luoghi della memoria, etc. ed è altrettanto vero però che il bene culturale abbia un valore intrinseco: la sua conoscenza porta in sé anche la crescita personale, la consapevolezza di appartenenza non a caso a luoghi che improntano i ricordi, che aggiungono qualità al quotidiano.
Non si può non dedicare l’iniziativa a Pietro Zampetti il quale dagli anni quaranta del Novecento ha dedicato le sue energie ad iniziative al fine di evidenziare le peculiarità della cultura marchigiana attraverso organizzazione di mostre, convegni, iniziative editoriali, l’insegnamento universitario, il ruolo propositivo ricoperto nel Centro regionale per i Beni culturali.
L’esigenza di approcciare, tra altri, argomenti marchigiani è stata avvertita anche nel passato attraverso le uscite periodiche tra Otto e Novecento di Nuova rivista misena, Rassegna bibliografica dell’arte italiana, Rassegna marchigiana e tempo dopo, per iniziativa dello stesso Zampetti e Carlo Bo, Notizie da Palazzo Albani, quest’ultima gloriosa testata dell’Ateneo urbinate purtroppo non più in essere.