N. 9-10 (2021/22)
Questo numero della rivista vede la sua uscita a metà tra due grandi ricorrenze per motivi diversi significative per le Marche: il 2020 cadeva il quinto centenario della morte di Raffaello e il 2022 sarà il sesto centenario della nascita di Federico da Montefeltro per il quale si prevedono iniziative a Gubbio, facente allora parte del territorio feltresco e dove ha visto la luce, e Urbino, ricorrenze intriganti per il ruolo che un artista e il governante di un piccolo territorio hanno svolto. Li si ricorda anche a dimostrazione di quanto un luogo eccentrico quale le Marche abbia contribuito alla crescita culturale e artistica non solo della propria terra: d’altra parte i due personaggi, l’artista e l’uomo di governo, non ebbero modo di incrociare
le loro vite essendo Raffaello nato l’anno dopo la morte del duca Federico.
Eppure la cultura maturata nella corte urbinate è stata la culla della formazione di Raffaello, certamente attraverso Giovanni Santi che del duca ha composto una biografia arricchita da una Disputa de la pictura, opera rimasta in casa ed ereditata dal giovanissimo pittore che l’avrà tenuta cara per rappresentare prova tangibile della cultura paterna, per lui un sorta di bussola di orientamento artistico. Inoltre il concetto espresso nel programma unitario costituito da tre diversi ambienti del Palazzo ducale urbinate, lo Studiolo, il Tempietto delle Muse e la Cappella del perdono, che Federico non ha potuto vedere ultimato, metteva in relazione il mondo degli antichi e quello della contemporaneità cristiana in un rapporto armonico: si tratta dello stesso concetto espresso da Raffaello nella Stanza della Segnatura dove ha messo a fronte l’esaltazione della Filosofia attraverso la Scuola di Atene e la Teologia con l’Esaltazione del Santissimo Sacramento.
Anni dunque importanti per la conoscenza della cultura marchigiana alla quale la rivista intende dare il proprio contributo attraverso saggi che illustrano le diverse emergenze culturali che si sono svolte nel corso dei secoli.
Bonita Cleri
Presidente Centro Studi G. Mazzini