N. 4 (2016)

Copertina Arte Marchigiana

L’editoriale 2016 non può esimersi dal condividere alcune riflessioni sul terremoto che ha colpito ancora una volta il territorio marchigiano: dalle scosse di fine agosto a quelle di fine ottobre senza contarne tante altre meno eclatanti, ma ugualmente rovinose.
Siamo a conoscenza di altri terremoti più antichi che devastarono il territorio: come non ricordare quello del 1781in provincia di Pesaro e Urbino che, oltre a colpire le popolazioni, ha funestato e cancellato tante testimonianze artistiche.
La recente terribile esperienza è stata vissuta anche dall’Umbria come accadde già nel 1997 quando il 26 settembre la fascia appenninica centrale fu devastata dal sisma: prima le persone, giustamente, decisero allora gli amministratori per poi avviare una pianificazione di interventi sul patrimonio storico artistico.
Le ferite al patrimonio - memoria storica, cultuale e artistica - vanno sanate per quello che sarà possibile fare: che dire degli edifici crollati che hanno distrutto molti affreschi tanto più significativi poiché testimoni della cultura figurativa medioevale e rinascimentale!
Ricordo qui con amarezza il mio tentativo quando mi trovai a condividere le scelte dell’amministrazione regionale nella legislatura 1995-2000 con la proposta di far censire e documentare fotograficamente tutti gli affreschi anche dei luoghi più eccentrici e dispersi, proprio quelli maggiormente caratterizzati dall’uso della tecnica della pittura murale, ma non fui ascoltata.
I recenti avvenimenti confermano che non si trattasse di proposta velleitaria ma utile, almeno per documentare l’attività di botteghe attive in area appenninica che hanno caratterizzato una cultura figurativa condivisa: ma la sensibilità dei colleghi non fu tale da attivare la proposta. La desolazione dei luoghi distrutti, l’accorata richiesta da parte degli abitanti di continuare a risiedervi colpiscono le coscienze nella consapevolezza che mantenere vive le testimonianze culturali rappresenti un valore aggiunto nel tentativo di ricucire un tessuto in parte devastato.


Bonita Cleri
Presidente Centro Studi G. Mazzini

 

Pubblicato: 2026-09-09

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