Abstract
Il contributo ha lo scopo di tracciare un panorama dell'attività diplomatica intercorsa tra Roma e la Persia nel corso della guerra tra Shapur II e Costanzo II, ovvero dalla pace di Nisibi (289/299) fino alla campagna di Giuliano, che terminò con il trattato a cui fu costratto Gioviano (363): la frontiera orientale, nonostante lo stato di conflitto endemico, ci appare come un luogo di scambio, caratterizzato da un passaggio continuo di persone, beni e anche idee, dove la diplomazia uno strumento irrinunciabile di relazioni internazionali reciproche.

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