Abstract
Muovendo da una ricostruzione in chiave storica della procedimentalizzazione dell’attività amministrativa nelle maggiori tradizioni giuridiche occidentali, il contributo si sofferma sul ruolo assegnato al modello austriaco dagli studiosi italiani. La nuova luce posta dalla dottrina contemporanea su questo esemplare modello di «processualizzazione» delle regole del procedimento consente di proiettare entro i confini nazionali la verifica del rispetto di tale standard, con specifico riferimento al fenomeno delle Autorità amministrative indipendenti. L’analisi prende criticamente in esame alcuni orientamenti che tendono a distorcere la funzione della procedura nello svolgimento delle diverse attività affidate alle Authority: da un lato, il «mito» della legalità procedurale quale sede di compensazione del deficit di legalità sostanziale nell’attività di regolazione; dall’altro, la discutibile tendenza ad accogliere una lettura sostanzialistica del diritto al contraddittorio nei procedimenti «singolari». Ne emerge la conclusione che l’ordinamento italiano è ancora lontano da una piena assimilazione del valore della procedura.

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