L’amministrazione condivisa degli immobili sottratti alla criminalità organizzata
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Come citare

Bocchini, S. (2026). L’amministrazione condivisa degli immobili sottratti alla criminalità organizzata. P.A. Persona E Amministrazione, 17(2), 657 – 687. Recuperato da https://journals.uniurb.it/index.php/pea/article/view/5705

Abstract

Il contributo indaga su come gli strumenti di amministrazione condivisa possano consentire il superamento delle criticità che ancora persistono nella gestione e destinazione dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata nella prospettiva di un riuso sociale del bene.

A fronte di un quadro normativo che non prevede espressamente il coinvolgimento delle comunità territoriali nei processi decisionali, a causa dell’assenza nel d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (c.d. Codice antimafia) di disposizioni specifiche in tal senso, il lavoro riflette su come alcuni istituti, quali la co-programmazione e la co-progettazione, disciplinati dal d.lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (c.d. Codice del Terzo settore), e i patti di collaborazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, previsti da numerosi regolamenti comunali e da alcune leggi regionali, possano innestarsi nella procedura che va dal sequestro all’assegnazione definitiva del bene sottratto alla criminalità organizzata.

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