Abstract
Il lavoro analizza la formazione e le ragioni della “cultura del procedimento amministrativo” con particolare riferimento al caso spagnolo del XIX secolo, evidenziandone l’eccezionalità nel contesto europeo. Mentre negli altri ordinamenti europei mancava una vera elaborazione giuridica del procedimento amministrativo – a causa della volontà di preservare un’amministrazione forte e poco vincolata da formalità – in Spagna si sviluppò progressivamente una ricca tradizione normativa, dottrinale e giurisprudenziale. Tale evoluzione culminò nella legge Azcárate del 1889, considerata la prima codificazione generale del procedimento amministrativo.
Lo studio ricostruisce le origini di questa cultura, dapprima attraverso la regolazione settoriale delle procedure amministrative e, successivamente, mediante la loro sistematizzazione teorica e la progressiva affermazione del “diritto soggettivo al procedimento”. Un ruolo centrale è attribuito alla dottrina di Santamaría de Paredes, che concepì il procedimento amministrativo come categoria autonoma, distinta dal processo giurisdizionale e funzionale alla realizzazione dei servizi pubblici.
Infine, vengono individuate tre principali ragioni di fondo: il tradizionalismo giurisdizionale, il liberalismo conservatore (che vede il procedimento come strumento di potere) e il liberalismo armonico (che ne valorizza la funzione garantistica). Il caso spagnolo dimostra così come il procedimento amministrativo sia il risultato di una complessa interazione tra esigenze di efficienza amministrativa e tutela dei diritti.

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