Abstract
Il tema dello scorporo dei costi della manodopera e della possibilità di applicare ribassi diretti o indiretti ha suscitato un ampio dibattito. Le modifiche apportate alla relativa disciplina dal d.lgs. n. 36/2023 sembrano, ad un primo sguardo, volte ad individuare un nuovo equilibrio tra la tutela dei lavoratori e promozione della concorrenza tra gli operatori economici, rispetto all’assetto impresso dal d.lgs. n. 50/2016 al tema. Tuttavia, l’ambiguità del testo ha dato adito a diverse interpretazioni. Le incertezze applicative non sono state arginate nemmeno dal recente d.lgs. n. 209/2024. Lo scopo del presente scritto è evidenziare gli orientamenti emersi e richiamare l’attenzione sul ruolo delle stazioni appaltanti, nel disinteresse mostrato dal legislatore sul punto.

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