L’autovincolo nella scelta amministrativa. Premesse allo studio di una ricostruzione della funzione amministrativa come procedura
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Coluzzi, L. (2026). L’autovincolo nella scelta amministrativa. Premesse allo studio di una ricostruzione della funzione amministrativa come procedura. P.A. Persona E Amministrazione, 17(2), 583 – 625. Recuperato da https://journals.uniurb.it/index.php/pea/article/view/5703

Abstract

Il presente contributo si prefigge lo scopo di fornire alcuni spunti di riflessione in ordine alla configurazione strutturale della funzione amministrativa, in relazione alle recenti novità legislative, introdotte con il codice dei contratti pubblici. Così, ci si pone il problema di capire se ed in che modo tali novità in materia di autovincolo impattino all’interno del quadro normativo. Allo scopo, l’articolo disamina diacronicamente l’emersione del concetto di autovincolo. Più nel dettaglio, ci si sofferma sull’esame – prima – dell’obbligatorietà e – poi – dell’auto-obbligatorietà del potere amministrativo. Il tema, invero, è stato scarsamente affrontato dalla dottrina in maniera diretta, vieppiù nel contesto successivo all’emanazione della legge generale sul procedimento.

Successivamente, ci si sofferma sull’ammissibilità e l’ambito di rilevanza dell’autovincolo nel contesto attuale, analizzando specificamente le posizioni della dottrina e della giurisprudenza sul punto. La giurisprudenza, in via generica, richiama il principio dell’autovincolo, talora attribuendogli carattere costituzionale, soprattutto per affermare il ruolo della lex specialis rispetto alle determinazioni successive. Invece, la dottrina, precedentemente all’emanazione della legge 7 agosto, n. 1990, si era soffermata sull’autolimite della pubblica amministrazione, affermando una valenza dello stesso tendenzialmente obbligatoria e generale. Successivamente, la predeterminazione amministrativa è stata configurata quale anticipo dell’esercizio del potere discrezionale.

Secondo un’altra tesi più recente, il principio del risultato non avrebbe un impatto significativo all’interno del quadro normativo, posto che la c.d. amministrazione di risultato è già pacificamente ammessa dall’interpretazione dottrinale e giurisprudenziale. Così, l’unico modo per salvare la giuridicità del principio di risultato starebbe nell’autovincolo.

In conclusione, si tenta fornire alcuni spunti originali per la ricostruzione dell’istituto in parola. Sebbene si sia, in generale, d’accordo con l’interpretazione giurisprudenziale sull’autovincolo in voga e sulle considerazioni effettuate dall’ultima dottrina sopra esposta, si sostiene che l’istituto in esame meriti un approfondimento ulteriore. In particolare, si sostiene che il legislatore, con le suddette novità legislative, abbia posto in luce una volta in più alcuni caratteri procedurali della funzione amministrativa. In particolare, si sostiene che l’autovincolo sia un obbligo procedurale della pubblica amministrazione afferente alla configurazione strutturale della funzione amministrativa. Non si ritiene che la funzione amministrativa possa essere esercitata in senso compiuto in assenza di una procedura volta alla propria autoregolazione. Così, si crede che l’effetto preclusivo derivante dall’autovincolo sia immanente alla configurazione strutturale della funzione amministrativa, in particolare sotto un punto di vista procedurale.

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