Abstract
Questo articolo indaga se "la forma egemonica" teorizzata da Jean Baudrillard si stia attualmente realizzando nel contesto di quello che qui viene provvisoriamente chiamato "digitalocene", attingendo liberamente alla formulazione del capitalocene di Jason W. Moore, che considera il capitalismo non solo come un sistema di produzione ma come un sistema di vita. L'articolo si chiede se il digitalocene stia sostituendo le concezioni storiche di ciò che costituisce il senso comune e il buon senso tra i gruppi sociali, come teorizzato da Antonio Gramsci, inibendo la capacità politica di impegnarsi in pratiche intellettuali e attive contro-egemoniche.

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