Abstract
Il saggio ricostruisce il la storia del concetto gramsciano di guerra di posizione in Francia tra il 1975 e il 1979, anni caratterizzati dalla pubblicazione dell’edizione critica dei Quaderni del carcere e dal dibattito sull’eurocomunismo. Dopo aver tracciato un percorso diacronico dell’elaborazione gramsciana, dal passaggio dalla guerra manovrata alla guerra di posizione, fino all’ampliamento del concetto di Stato come unità dialettica di società politica e società civile, e infine al suo collegamento con la rivoluzione passiva, il saggio esamina la specifica ricezione francese del concetto negli anni Settanta.

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