Abstract
Il saggio propone un confronto critico tra le prospettive filosofiche di Alberto Caracciolo e Pietro Piovani, con particolare rilievo per l’interpretazione che i due autori delineano del Concilio Vaticano II. Il testo si articola in tre sezioni: nella prima imposto in breve la metodologia utilizzata, sottolineando l’opportunità di un’analisi storico-culturale anche per la filosofia della religione; nella seconda istituisco un serrato raffronto tra Caracciolo e Piovani, specie per quanto attiene la pubblicazione de La religione come struttura e modo autonomo della coscienza (1965) e la sua discussione da parte del filosofo napoletano (poi raccolta nel volume dell’anno successivo Conoscenza storica e coscienza morale); l’ultima sezione è invece interamente dedicata all’interpretazione conciliare.
Parole chiave: Filosofia della religione, Filosofia della storia, Alberto Caracciolo, Pietro Piovani, Concilio Vaticano II
The essay proposes a critical comparison between Alberto Caracciolo and Pietro Piovani, with a particular emphasis on the interpretation that the two authors outline of the Second Vatican Council. The text is divided into three sections: in the first, I briefly set out the methodology used, emphasizing the appropriateness of a historical-cultural analysis of the philosophy of religion; in the second I establish a close comparison between Caracciolo and Piovani, especially concerning the publication of La religione come struttura e modo autonomo della coscienza (1965) and its discussion by the Neapolitan philosopher (later collected in Conoscenza storica e coscienza morale); the last section is instead entirely devoted to the Council’s interpretation.
Keywords: Philosophy of Religion, Philosophy of History, Alberto Caracciolo, Pietro Piovani, Second Vatican Council

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