The (a)political implications of Morettian asceticism within Carabellese’s philosophical doctrine of critical ontologism
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Zitko, P. (2026). The (a)political implications of Morettian asceticism within Carabellese’s philosophical doctrine of critical ontologism. Nuovo Giornale Di Filosofia Della Religione (NGFR), 5. https://doi.org/10.14276/2532-1676/6914

Abstract

Questo articolo analizza le connotazioni storiche, speculative e biografiche dell'ascetismo filosofico di Moretti-Costanzi, concentrandosi principalmente sull'arco di otto anni che va dalla sua nomina ad assistente volontario di Carabellese durante il primo periodo romano fino alla morte di Carabellese nel 1948. L'obiettivo è chiarire l'origine di questo concetto e il suo assorbimento nel lessico speculativo e nel quadro teorico dell'ontologismo critico.

L'ascesi della coscienza, così come intesa qui, è un'idea originale di Moretti che svolge un ruolo cruciale nell'analisi tardiva di Carabellese delle forme di manifestazione immanentemente significative dell'Essere, ma il modo in cui è stata incorporata nella matrice speculativa dell'ontologismo critico ha suscitato critiche da parte dello stesso Moretti. Questa critica è seguita a un lungo dialogo con il Maestro, che Carabellese ha descritto come un “sodalizio” e Moretti, per rispetto e deferenza, ha definito un “discepolato”. Questo articolo esamina quindi la traduzione di Carabellese del concetto di Moretti nel lessico “apparentemente” politico-filosofico – “apparentemente” perché, per Carabellese, rimane quasi interamente teoretico. Questa analisi, quindi, affronta una singolare traiettoria di influenza che fluisce dal discepolo al Maestro, piuttosto che, come di solito accade, dal Maestro al discepolo.

Parole chiave: coscienza, ontologia, personalismo, neo-bonaventurismo, dialettica

This paper analyses the historical, speculative and biographical connotations of Moretti-Costanzi’s philosophical asceticism, and focuses primarily on the eight-year span from his appointment as Carabellese’s voluntary assistant during the first Roman period to Carabellese’s death in 1948. The aim is to clarify the origin of this concept and its absorption into the speculative lexicon and theoretical framework of critical ontologism.

The asceticism of consciousness, as understood here, is an original Morettian idea that plays a crucial role in Carabellese’s later analysis of the immanently significant forms of manifestation of Being but the way it was incorporated into the speculative matrix of critical ontologism has drawn criticism from Moretti himself. This critique followed a lengthy dialogue with the Maestro, which Carabellese described as a “sodalizio” (partnership) and Moretti, out of respect and deference, referred to as a “discepolato” (discipleship). This paper thus examines Carabellese’s translation of this Morettian concept into the “apparently” political-philosophical lexicon - “apparently” because, for Carabellese, it remains almost entirely theoretical. This analysis, therefore, addresses a singular trajectory of influence that flows from the disciple to the Maestro, rather than, as is usually the case, from the Maestro to the disciple.

Keywords: consciousness, ontology, personalism, neo-Bonaventurism, dialectics

https://doi.org/10.14276/2532-1676/6914
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