Abstract
Il contributo analizza il ritratto dell’imperatore Probo (276-282) nei Cesari di Giuliano (§ 13 Nesselrath), un’opera di cui viene fornita una breve panoramica preliminare su tipologia e stato della critica. Alla figura di Probo viene dato ampio spazio nei Cesari e il lavoro cerca di comprenderne, anche attraverso il confronto con una serie di fonti parallele, le ragioni e di illuminarne oscurità e allusioni testuali. Si argomenta in particolare l’idea che Giuliano si sentisse vicino per più versi a Probo, sia dal punto di vista dell’azione di governo sia per attitudini comportamentali e dati psicologici. Il contributo si conclude con una proposta di correzione di una lezione del testo trasmessa dai codici.

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