Abstract
Questo articolo presenta dati relativi al numero di libri e quaderni che Antonio Gramsci era autorizzato a tenere nella sua cella – due aspetti di evidente importanza per qualsiasi ricerca sulla biografia e gli scritti di Gramsci. Si prenderà in esame innanzitutto il numero dei libri. Le informazioni raccolte in questo ambito condurranno poi all’analisi del numero di quaderni che poteva tenere in cella. Informazioni importanti emergeranno dai documenti prodotti negli anni Trenta da detenuti, agenti penitenziari o altre autorità, ma anche da una testimonianza di Gustavo Trombetti rimasta praticamente sconosciuta per settant’anni e da una rilettura delle testimonianze di altri detenuti. Nel caso dei quaderni, anche le informazioni raccolte dai curatori dei Quaderni del carcere avranno un ruolo importante. Quella che presentiamo è una versione abbreviata di Nuove fonti sul numero di libri e quaderni che Gramsci poteva tenere in cella, ma proponiamo anche nuove argomentazioni riguardo al numero di quaderni su cui Gramsci sembra aver lavorato durante ogni singolo mese della sua detenzione a Turi, alle occasioni in cui il suo lavoro potrebbe essere stato interrotto dalle autorità carcerarie e a una decisione forse presa da Mussolini nell’autunno del 1932 che avrebbe potuto consentire a Gramsci di continuare a scrivere sui suoi quaderni mentre la stessa concessione veniva revocata ad altri detenuti politici.

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