«L’indéfini nous épouvante, l’infini nous rassure»: la "métaphysique chrétienne" de Ravaisson à travers le cœur de Pascal
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Come citare

Loreti, M. (2026). «L’indéfini nous épouvante, l’infini nous rassure»: la "métaphysique chrétienne" de Ravaisson à travers le cœur de Pascal. Nuovo Giornale Di Filosofia Della Religione (NGFR), 5. https://doi.org/10.14276/2532-1676/6921

Abstract

Questo articolo intende presentare la lettura spiritualista di Pascal operata da Ravaisson, nel tentativo di mostrare le radici agostiniane dello spiritualismo di Ravaisson attraverso l’unione tra cristianesimo e filosofia. Un altro elemento che emerge dalla lettura di Pascal da parte di Ravaisson è il legame inseparabile tra estetica, etica e metafisica nella sua proposta, dove l’appropriazione della dottrina del cuore di Pascal costituisce la “semplificazione” degli ordini dell’intelligenza, della volontà e del sentimento nella loro reciproca implicazione, di fronte alla testimonianza di Dio nell’esperienza intima della coscienza. L’immagine serena e coerente che Ravaisson offre di Pascal, senza precedenti nel suo contesto storico, riflette la proposta metafisica del primo nel periodo maturo della sua opera, in cui egli afferma sempre più il chiaro compimento della metafisica nel cristianesimo, reinterpretando alla sua luce il valore e il significato dell’arte, nonché la positività della morale come singolare imitazione di Dio, che nell’amore cristiano rivela l’anima naturaliter christiana che cova nel profondo dello spirito.

Parole chiave: filosofia cristiana, estetica della grazia, etica del dono di sé

This paper aims to present Ravaisson’s spiritualist reading of Pascal, in an attempt to show the Augustinian roots of Ravaisson’s spiritualism through the union of Christianity and philosophy. Another element that emerges from Ravaisson’s reading of Pascal is the inseparable aesthetic-ethical-metaphysical link in his proposal, where the appropriation of Pascal’s doctrine of the heart constitutes the “simplification” of the orders of intelligence, will and feeling in their mutual implication, in the face of God’s testimony in the intimate experience of consciousness. The serene and coherent picture that Ravaisson offers of Pascal, unprecedented in his historical context, reflects Ravaisson’s metaphysical proposition in the mature period of his work, in which he increasingly affirms the clear fulfilment of metaphysics in Christianity, reinterpreting in its light the value and significance of art, as well as the positivity of morality as a singular imitation of God, which in Christian love reveals the anima naturaliter christiana that smoulders at the bottom of the spirit.

Keywords: Christian philosophy, aesthetics of grâce, ethics of self-giving

https://doi.org/10.14276/2532-1676/6921
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